La storia di Colonia Agricola
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La storia

La colonia e la villa annessa – abitata anticamente dalla famiglia Callegari – furono destinate da Ernesto Dartora, uno degli ultimi proprietari, a opere di carità e nel 1927 passarono in gestione, sempre con la stessa finalità, alla Provincia di Treviso.
Inizialmente l’opera pia Colonia Agricola fu un centro di ospitalità per i figli dei contadini morti in guerra (Prima Guerra mondiale).
Nel 1952 Colonia Agricola venne affidata a don Raffaele Crosato, un prete diocesano che aveva già vissuto esperienze precedenti con gli orfani. Don Raffaele ebbe l’intuizione di puntare molto sulla formazione professionale di meccanici, falegnami, elettricisti che al termine del percorso scolastico trovavano subito lavoro nelle aziende della zona.
Nel 1975 la Provincia cedette un’area al Comune di Carbonera che, tre anni dopo, istituì una cooperativa agricola come strumento di rieducazione e di inserimento sociale di detenuti ed ex detenuti (legge 354 del 26 luglio 1975). Nel 1987 la cooperativa agricola diventò cooperativa di solidarietà sociale e vide il coinvolgimento di altre importanti istituzioni, come Ulss, Casa Circondariale e Provincia di Treviso, comune di Carbonera, Caritas Tarvisina e le parrocchie di Vascon e Pezzan.
Nel 1989 la colonia ripartì, con il nome di Alternativa, guidata da Antonio Zamberlan e Silvio Nasato. Il motto dei due fondatori è rimasto lo stesso in tutti questi anni: “solidarietà a chi è in difficoltà attraverso iniziative sempre nuove, con i conti in ordine, coinvolgendo il territorio.”

 

Nel 2006 nacque l’idea di aprire un negozio biologico per vendere al pubblico i prodotti biologici a chilometri zero (la distanza tra le serre e la Bottega non supera i 100 metri: spesso il mezzo di trasporto utilizzato, dai campi al negozio, è una carriola): la nuova struttura venne inaugurata il 31 marzo 2012. In questi anni sono nate collaborazioni con Gruppi di Acquisto Solidale e con altre cooperative per lo scambio di prodotti.

 

Nel 2011 si decise di avviare i lavori di ristrutturazione delle ex cantine della Colonia Agricola per la realizzazione di un nuovo spazio di lavoro e di aggregazione: al piano terra una caffetteria e al primo piano un centro cottura, in cui sviluppare attività occupazionali in contesti produttivi protetti per persone con disabilità.

 

La caffetteria, il centro cottura e la creazione di laboratori alimentari (prodotti biologici da forno e di pasticceria, pasta fresca, marmellate, prodotti ortofrutticoli semilavorati da conservare in ATM o sottovuoto, ecc.) costituiscono un’opportunità per implementare lavorazioni semplici e adatte alla riabilitazione.
La caffetteria, in particolare, rappresenta un importante punto di aggregazione, non solo per i nostri soci, ma anche per la comunità, un posto “alternativo” per trascorrere il proprio tempo libero con la famiglia e gli amici.
Il centro cottura permetterà di produrre in proprio i circa 300 pasti giornalieri che oggi acquistiamo all’esterno e consentirà anche di proporsi al mercato promuovendo la cultura del biologico, a noi cara da sempre, anche tra le cooperative che sono in rete con noi.