Dal carcere, con amore. - Colonia Agricola
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Dal carcere, con amore.

04 ott Dal carcere, con amore.

Qualcuno una volta mi ha detto che “la libertà è nel cuore”.
È un concetto chiaramente difficile da comprendere per una persona che nella propria vita non ha mai subìto una prigionia o che non ha vissuto in un luogo lacerato dalla guerra o da una dittatura;

l’essere umano è abituato (per la maggior parte) a non subire grosse costrizioni, a parte le regole base non scritte della nostra società, ma quando ci vengono posti dei limiti dentro di noi, per minimi che siano, scatta quel senso di apatia e d’incomprensione verso il mondo che ci circonda: questo è l’esempio applicato nella vita di ogni giorno nel lavoro, a casa, in famiglia e nei locali di ritrovo; ora però allarghiamo l’esempio per arrivare al nostro punto di vista, quindi alla costrizione fisica.

Anche qui, come fuori, tutto ruota attorno alla nostre scelte passate e presenti: si dice che le colpe dei padri ricadano sui figli e che la scelta fatta in un secondo si ripercuota nel tempo restante della nostra vita. Questo per sottolineare che non siamo sempre liberi di scegliere, ma viviamo per come siamo e per dove siamo cresciuti. Bisogna sempre tenere conto di questo per capire come una persona arrivi ad essere quello che è:

la società è una, ma le divisioni in essa sono migliaia; se veniamo educati in un certo modo per noi sarà difficile capire dove gli altri dicono che noi sbagliamo, così nasce il conflitto con la società primaria e paghiamo il caro prezzo della libertà tolta. Ciò non toglie che tutti possiamo cambiare e trovare il coraggio di fare nuove scelte.

Così un essere umano, se pur recluso nel corpo, troverà la libertà dell’anima e della mente.
In poche parole la libertà non è uno stato fisico, ma mentale, che si può raggiungere solo uscendo dai soliti schemi della società, perché se ci fermassimo ai pensieri altrui ci sentiremmo sempre costretti.

Lasciatevelo dire da chi la libertà non ce l’ha.

LUCKY, MICHELE, AGNELLO.

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